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Il pino di Grazia Deledda

La scrittrice quando scrisse a Luigi Falchi nel 1890 parla di due pini, infatti la lettera cosi recita: “Spesso vado in campagna suggestiva: una pianura melanconica, deserta, senz’alberi.

La nostra vigna è l’ultima; due pini alti fremono continuamente sotto il cielo d’un azzurro triste di viola mammola; al di là cominciano le tancas melanconiche, animate solo da qualche greggia, e sembrano sconfinate. Da sotto il pino ove è inciso il nome di Sebastiano Satta che deve aver sentito la triste poesia di questo luogo, io guardo la vastità desolata e desidero andare attraverso questa infinita eppur dolce tristezza della natura sarda. Chissà? Se diventerò ricca, mi farò una casa qui sotto l’incensante murmure dei pini…”.   Tale circostanza appare anche nell’articolo di Remo Branca sulla rivista “Frontiera”, il quale,  in occasione di una visita a Nuoro nel 1967, si recò nel luogo del pino di Grazia Deledda è immortalò con le foto  il pino a terra, abbattuto  da una tempesta fra la  notte del 2 e 3 febbraio dello stesso anno e riportando un passo della lettera della Deledda a Luigi Falchi scrisse sulla rivista: “La nostra vigna è l’ultima due pini fremono continuamente sotto il cielo…..” l’altro pino, più lontano, sui limiti della strada provinciale, è ancora in piedi.

Grazia Deledda racconta di due pini e sotto uno di questi  vi era inciso il nome di Sebastiano Satta  . E’ mia convinzione che il pino sotto il quale vi era inciso il nome di Sebastano Satta è quello attuale (sul limite della strada provinciale) e non quello che ricadeva nella vigna di Grazia Deledda. Infatti è molto improbabile che Bustianu si recasse all’interno della vigna della famiglia Deledda ad incidere su quel pino il proprio nome, si consideri che all’epoca Grazia Deledda aveva 19 anni (1871-1890). Invece è verosimile che il poeta Bustianu si recasse a contemplare presso l’altro pino sui limiti della  strada  provinciale, infatti il luogo  era ed è più accessibile, inoltre gode di una posizione più panoramica “…..che deve aver sentito la triste poesia di questo luogo..”, era posizionato già su un pascolo aperto, mentre gli orti e le vigne erano situate nella parte bassa sottostante.

Pertanto,  la scrittrice, come lei stessa racconta, frequentava quei luoghi e si appartava in entrambi i pini. Sicuramente il romanzo “Cosima” è ambientato nel pino della sua vigna (proprietà Cambosu) mentre è altrettanto sicuro che la novella  “Sotto il Pino” è ambientato nel pino superstite (proprietà Are) a confine con la strada provinciale.  Da notare che la famiglia Cambosu (madre di Grazia) e la famiglia Are erano in ottimi rapporti, le proprietà delle due famiglie erano confinanti, addirittura i Deledda per entrare nella loro vigna spesso accedevano per comodità dal cancello di ingresso degli Are posto sulla strada provinciale in prossimità del pino attuale. Inoltre Grazia era amica dei figli di Are e delle figlie (dame) di Donna Nieddu la quale possedeva una vasta proprietà terriera  confinante alla proprietà dello stesso Are. Sicuramente si incontravano sotto i due pini, gli unici luoghi che garantivano un minimo di ombra  in quella campagna desolata e soleggiata, nel periodo della vendemmia e della tosatura delle pecore. 

Graziano Costa

Nuoro lì 12 Dicembre 2014