LA MONTAGNA SACRA

LA MONTAGNA SACRA
Il naturalista Domenico Ruiu: il bosco è in continua crescita

NUORO. «Mai, a memoria degli uomini di oggi, l’Ortobene ha goduto e gode di uno stato di salute così florido e vigoroso». Domenico Ruiu non ha dubbi quando parla della montagna sacra dei nuoresi. Naturalista e fotografo, dice che «il bosco è ovunque, o quasi, ed è sano, in continua crescita». «Mai stato così florido ed esteso da più di un secolo, dopo avere subito nella sua storia tagli intensi e incendi ripetuti e tragici» conferma e aggiunge Renato Brotzu.

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L'Ortobene di G.Deledda da "Il vecchio della montagna"capitolo I

Da “Il vecchio della montagna” di Grazia Deledda
dal capitolo I
……
Dopo le chine s'aprirono silenziose radure, circondate d'alberi che si slanciavano sui limpidi sfondi. Qua e là le roccie accavalcate parevano enormi sfingi; alcuni blocchi servivano da piedestalli a strani colossi, a statue mostruose appena abbozzate da artisti giganti; altri davano l'idea di are, di idoli immani, di simulacri di tombe dove la fantasia popolare racchiude appunto quei ciclopi che in epoche ignote sovrapposero forse le roccie dell'Orthobene, traforandole nelle cime con nicchie ed occhi, attraverso cui ride il cielo.

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Ricordi di un Vecchio Nuorese

«L'Ortòbene, scriveva Piero Pirari, sempre nel 1941, con le sue secolari elei, con le gigantesche e ombrose quercie, ha tutta una storia, storia della vecchia Nuoro, quando il Monte era visitato, fanciulla, da Grazia Deledda, da Sebastiano Satta e da quegli artisti nuoresi, oggi scomparsi, che ne ritraevano le più belle tele.

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Il Monte Ortobene

Tanti anni fa il «monte» di Nùoro, superbo di graniti, con mille punte piene di luce, si chiamava Ortovene, perché era ricco di fonti. E ricco era anche di querce e di lecci secolari; di sughere, di fiori di cisto, di cinghiali e d'erbe profumate.

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Su Monte Ortobene

 

In sos tempos colaos
«Su Monte» nugoresu,
de granitos superbu,
chin milli puntas luchidas de sole,
si nabat Ortovene,
ca de benas fit riccu,
e riccu fit de chercos,
d'éliches seculares,
de suberjos, de rosas de mudrecu,
de sirbones e d'erbas profumadas.

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Vita del Monte

Da uno scritto del 1941 dell'Avv. Antonio Monni


«Dico del Monte nostro, per quelli che lo amano senza interesse materiale, ma per la gioia dello spirito che è superiore ad ogni altro guadagno.
Quel che dico troverà forse eco nel pensiero di chi, percorrendo in Sardegna pianure o altipiani nudi e desolati, ha sentito e più sentirà la crucciosa nostalgia delle foreste scomparse e nei nuoresi, almeno in quelli che non pesano la bellezza dell'Ortobene a prezzo di carbone, questa nostalgia va diventando d'anno in anno più acuta.

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