Jerace per la indicementicale Luisa

Con una lettera scritta nell'agosto del 1943 lo scultore Jerace si rivolgeva all'amico caro di Nuoro, l'Aw. Mura, per pregarlo di dare «una valida occhiata perché la modesta funzione commemorativa alla Ispiratrice del Monumento — la Sua Luisa — venisse regolarmente eseguita in tutti i particolari.
E se durante la Santa Messa facesse ardere un piccolo cero e collocare la simbolica pianta di rosa innanzi al Massello marmoreo che La ricorda alle anime sensitive di Nuoro, la mistica funzione non potrebbe venire meglio coronata nella luce immortale del «Princeps Pacis», in questa dolorosa chiusa del 40° anniversario della di Lui inaugurazione, e nel sorgere della nuova pace, che la Sardegna ed il mondo aspetta ansiosa da Lui!
Per la martirizzata Sardegna ne sono addolorato; e, però, se Lei legge i Bollettini vedrà che quello che è avvenuto in tutte le regioni italiane, compresa Roma, non è meno orrendo ed apocalittico delle distruzioni nemiche commesse nella cara Isola.
Solo la Mano divina può fermare il turbine di odio che invase il mondo ed io ho fede nella Suprema giustizia dopo tre anni di olocausto che soffre la diletta Patria nostra e tutta la terra in armi».
Colpisce sempre di più l'amore dello scultore per la Sua Luisa, ormai scomparsa dal 1901 e che, a 42 anni di distanza, ricorda con immutato affetto.
Nel 1939 Jerace lanciò l'idea perché «venisse collocata nella roccia una bella targa ricordante ai secoli i nomi degli apostoli che vollero e seppero elevare il più grande omaggio al «Princeps Pacis», come il Vescovo Demartis, Lutzu, Solinas, i fratelli Mura ecc.
Da parte mia offrirò la mia collaborazione disinteressatamente e senza che nessuno abbia a spendere un centesimo.
Chiunque ama il passato, il presente e l'avvenire dell'Ortobene, deve essere orgoglioso di cooperare alla sua fiorente bellezza di amore e di progresso».