N.S. Montenero

Edificata il 26 aprile del 1608. l'iscrizione incastonata sopra l'architrave del portale laterale sinistro, narra dell'edificazione da parte dei fratelli Pirella in 30 giorni, donata alla chiesa Cattedrale di Nuoro dai fratelli Tola di Bitti, eredi dei Pirella con atto notarile 31 marzo 1846 (notaio Emanuele Dore). Nella chiesa si parla nel libro di Grazio Deledda : Cosima. Celebrazione 22-29 agosto.


BIBLIOGRAFIA
- SANTUARI E CHIESE CAMPESTRI, della diocesi di Nuoro, A. Bonfante - G. Carta, Amministrazione provinciale di Nuoro, Edizioni Solinas, 1992.
- LA CHIESETTA DI NOSTRA SIGNORA DEL MONTE, A. Caocci, Ass.ne Marco Ph, Solinas, Nuoro 2002.

Pirella, Canonico della Primaziale Cagliaritana e successivamente Vescovo di Bosa ed Ales; D. Giovanni Angelo e Don Pietro Paolo, tutte e tre nativi di Nuoro.

«La edificazione della Chiesetta risale al 26 aprile 1608, come consta dalla iscrizione, incastonata sopra l'architrave esterna della porta laterale sinistra, che si riporta nella traduzione italiana; «Quest'opera fu edificata a spese di Melchiorre Pirella, Professore e Canonico a Cagliari, e dei fratelli Giovanni Angelo e Pietro Paolo Pirella che tutti e tre a proprie spese nel periodo di trenta giorni edificarono questa chiesa a onore e gloria di Dio ottimo massimo e della Beata Maria Vergine del Monte. L'anno 1608 il 26 aprile».

Nel terzo centenario di questa fondazione, il 26 aprile 1908, si organizzò un pellegrinaggio presieduto dal Vescovo Mons. Luca Canepa con l'intervento del Capitolo della Cattedrale di Nuoro, che nel secolo scorso è subentrato nel giuspatronato della Chiesetta.

Tra i documenti conservati presso l'Archivio del Capitolo della Catte­drale di Nuoro esiste un atto notarile del 31 marzo 1846, ricevuto ad Orune dal pubblico Notaio Emanuele Dorè, dal quale risulta che i fratelli Agostino, Ciriaco Antonio e Gavino Tola di Bitti, «dai loro maggiori hanno ereditato alcuni beni appartenenti al patrimonio della Chiesa rurale della Vergine del Monte sita all'eminenza della selva comunale ghiandifera di Nuoro, appellata Ortobene e siccome alli prelodati fratelli Tola verrebbe molto incomodo soste­nere più oltre la manuntenzione di detta Chiesa rurale e far le feste che ne prescrive il fondatore per la lontananza del luogo... unanimi e concordi hanno determinato esonerarsi del diritto di patronato attivo e passivo della predetta chiesa rurale della Vergine del Monte e cederlo in unione di tutti i beni che gli stessi fratelli Tola possiedono nei salti e territori di essa città di Nuoro a favore di quella Cattedrale, col patto espresso di essere la medesima tenuta a tutte le riparazioni e feste a quella Chiesa necessarie, tale nel modo che lo erano i prelodati fratelli Tola prima della presente cessione, divenendosi all'uopo alla stipulazione del presente solenne atto». La donazione fu accet­tata dal Can. Teologale Ciriaco Pala, anch'esso di Bitti (nota 6).

Nel corso del 1913 il possesso della Chiesetta e del terreno adiacente, considerato «sagrato», venne contestato da privati, ed il Capitolo di Nuoro

dovette dimostrare in giudizio la proprietà e difenderne i diritti: con sentenza del febbraio 1915 il Tribunale di Nuoro reintegrava il Capitolo nel possesso della Chiesa, delle Cumbessias e delle sue adiacenze (nota 7). Nel 1963 la erezione a Parrocchia del Monte Ortobene».

(nota 6)    «Gravi e continue irriverenze — constatava nel 1904 il Vescovo Canepa, vanno commettendosi, in questo tempo di villeggiatura — nella Chiesa del Monte; per mancanza di sacerdote, non è possibile celebrare la messa e quindi i simulacri, gli arredi sacri, i paramenti, lo stesso calice, restano a discrizione di tutti. Non è quindi meraviglia che si siano permessi alcuni secolari di dormirvi dentro, giorno e notte».
(nota 7)    Nel 1939 Jerace sollecitava ricevere una foto della Chiesetta di Nostra Signora della Montagna, onde possa «studiare ed inviare un progetto di ristrutturazione interna ed esterna, come da tanto tempo promesso — ed anzi reclamato — da tutti gli abitatori dell'Ortobene».