CHIESA DI VALVERDE
ORTHOBENESSERE
La Chiesa di N.S. di Valverde situata alle pendici del Monte Ortobene, è un luogo ricco di storia e devozione. Costruita nel 1685 sotto il patrocinio di Nicolosa Sulis Manca, si prese cura della chiesa il sacerdote Francesco Ena, parente della fondatrice che alla sua morte lasciò al proprio genero Paolo Costa. Appartiene alla parrocchia del Rosario e la novena viene celebrata dal 30 agosto all’ 8 settembre.
Le origini documentate: la fondazione di Nicolosa Sulis Manca
La costruzione della Chiesa di Valverde non è avvolta nel mistero, ma è il risultato di una volontà chiara e documentata. L’iniziativa fu presa da Nicolosa Sulis Manca, vedova di Francesco Sulis Demonti, una figura di spicco nella società nuorese del XVII secolo. La sua decisione fu formalizzata a Nuoro con un atto stipulato il 3 maggio 1685 dal notaio Pietro Nieddu Guiso.
Il documento notarile è esplicito riguardo alle motivazioni della fondatrice. La chiesa fu voluta:
« per la grande devozione, amore, e volontà, che la fondatrice porta alla SS.ma Vergine Madre di Dio sotto l’invocazione di Valverde, volendo ad essa manifestare grata riconoscenza […] per le grazie ottenute per la sua intercessione…»
Si tratta, quindi, di un ex voto, un’offerta fatta per grazia ricevuta, un atto di fede personale che esclude qualsiasi origine leggendaria o miracolistica legata a presunte apparizioni. L’edificio sorse su un terreno di proprietà della stessa Nicolosa, situato nella località allora conosciuta con il toponimo di “Goine“.
Il contesto devozionale: L'influenza del Santuario di Alghero
La scelta di dedicare la chiesa a Nostra Signora di Valverde non fu casuale, ma si inserisce in un più ampio movimento di devozione mariana che si stava diffondendo in Sardegna in quel periodo. Il culto traeva origine da un santuario situato a pochi chilometri da Alghero, in località Valverde.
Quel piccolo tempio, originariamente dedicato alla “Madonna della freccia”, acquisì enorme fama dopo il ritrovamento di una statuetta della Vergine. Inizialmente ridenominato “N.S. del Filar”, assunse il titolo definitivo di Nostra Signora di Valverde dal nome della località. La fama dei fatti straordinari e delle grazie attribuite all’intercessione della Madonna di Valverde di Alghero si diffuse rapidamente in tutta l’isola, ispirando la costruzione di nuove chiese e cappelle. Fu proprio questa ondata di fervore religioso a motivare Nicolosa Sulis Manca a replicare il culto a Nuoro.
L'Atto Notarile: condizioni e obblighi del Patronato
L’edificazione della chiesa richiese un iter formale. Nicolosa Sulis Manca ottenne l’assenso del Vescovo di Alghero, Fr. Ludovico Diaz de Aux, e il parere favorevole del pievano di Nuoro, Antonio Fadda i quali riconobbero valide le motivazioni della fondatrice che, come si apprende dall’atto notarile, aveva manifestato il desiderio di poter:
«erigere, costruire, e edificare la chiesa dentro la metà della tanca, che insieme al suo defunto marito possedeva… nel luogo volgarmente detto Goine…e di provvedere alla manutenzione, al culto e alla celebrazione delle feste nel corso dell’anno».
L’atto notarile quindi non si limitava a sancire la costruzione, ma definiva anche precisi obblighi per la fondatrice e i suoi eredi.
A Nicolosa e ai suoi discendenti fu riconosciuto il patronato perpetuo sulla chiesa. Questo diritto era però vincolato a doveri specifici:
- Manutenzione: La famiglia si impegnava a provvedere alla cura e al mantenimento dell’edificio sacro.
- Celebrazioni Liturgiche: Avevano l’obbligo di garantire la celebrazione delle feste annuali. Le ricorrenze principali erano la Prima domenica dopo Pasqua e la Novena, celebrata dal 30 agosto all’8 settembre.
Questi vincoli assicurarono alla chiesa una continuità di cura e di culto nel corso dei secoli, un fattore determinante per la sua sopravvivenza.
Storia e Leggenda: la nascita del toponimo "Balubirde"
Con il passare del tempo, la storia documentata della fondazione della chiesa iniziò a essere affiancata e, in parte, offuscata da narrazioni popolari. Si diffusero leggende che, pur essendo suggestive, non trovano alcun riscontro nei documenti storici. Queste storie attribuivano l’origine della chiesa a un intervento divino diretto, secondo cui sarebbe stata la Madonna stessa a chiedere l’edificazione di un tempio in suo onore in quel luogo.
È in questo contesto che si assiste a un cambiamento toponomastico significativo. Il sito, originariamente noto con il nome arcaico di “Goine“, iniziò a essere chiamato “Balubirde“, una probabile traslitterazione popolare del nome “Valverde“. Il nuovo nome, nato in ossequio alla titolare della chiesa, finì per soppiantare completamente quello antico. Sebbene queste leggende contribuiscano al fascino del luogo, è fondamentale ribadire che l’analisi delle fonti storiche, in particolare l’atto notarile del 1685, riconduce l’origine del santuario a un atto di fede umano e documentato.
Un patrimonio unico: la conservazione della Chiesa nel tempo
Una delle caratteristiche più notevoli della Chiesa di Valverde è il suo eccezionale stato di conservazione. Le sue strutture esterne appaiono oggi sostanzialmente invariate rispetto al XVII secolo. Questo la rende un caso quasi unico nel vasto agro nuorese, un tempo costellato di chiese rurali oggi in gran parte scomparse.
Nel territorio che si estende da Valverde alla piana di Isalle, esistevano numerosi edifici di culto campestri, tra cui:
- Nostra Signora di Itria
- Santu Jacu
- Santu Tederu
- Santu Gabinzu
- Santu Larentu
Di queste antiche chiese oggi non restano che pochi ruderi. La sopravvivenza della Chiesa di Valverde per oltre tre secoli è direttamente collegata alla solidità del patronato istituito da Nicolosa Sulis Manca e al senso di responsabilità dei suoi eredi e della comunità. Nel 1867, ad esempio, la cura della chiesa passò al sacerdote Francesco Ena, parente della fondatrice, che alla sua morte la affidò al genero Paolo Costa, garantendone la continuità fino ad oggi.
Un Lazzaretto durante l'epidemia di Colera del 1855-56
Oltre al suo ruolo spirituale, la Chiesa di Valverde assunse una funzione civile cruciale durante la grave epidemia di colera che colpì Nuoro tra il 1855 e il 1856. L’emergenza sanitaria, aggravatasi dopo la morte dell’Ispettore Ferraris il 29 agosto 1855 che causò la diffusione del morbo al di fuori del carcere mandamentale, rese insufficienti le case private adibite a ricovero. Le autorità istituirono quindi un “presidio sanitario“ proprio presso la chiesa di Valverde per gestire i flussi di persone provenienti dalle zone interne dell’isola, considerate a rischio.
La scelta del luogo fu strategica, come confermano i documenti dell’archivio storico comunale. La chiesa rurale fu ritenuta idonea per la quarantena e l’osservazione dei sospetti contagiati per via della sua posizione e per la qualità delle acque sorgive abbondanti, oltre che per la vicinanza al bosco.
Per rendere operativo il lazzaretto, fu istituito un posto di blocco all’ingresso della città, presidiato da una sentinella di militi. Questi avevano l’ordine di intercettare i viaggiatori al bivio tra le strade di Badu ‘e Carros e del Prato Comunale e di deviarli, attraverso il percorso di Palas de Serra, direttamente verso la chiesa di Valverde. La gravità della crisi portò anche alla necessità di individuare un’area per un nuovo cimitero, che fu realizzato con urgenza nella Tanca Manca, in località Sant’Orsola.
La Chiesa di Valverde oggi: culto e tradizione
Ancora oggi, la Chiesa di Nostra Signora di Valverde è un luogo di culto attivo e un punto di riferimento spirituale per la comunità nuorese. Situata a meno di tre chilometri dalla città, lungo una deviazione della strada che conduce a Siniscola, la chiesa appartiene alla giurisdizione della Parrocchia del Rosario.
Il legame con la tradizione è mantenuto vivo soprattutto attraverso la celebrazione della Novena di Valverde, che si svolge ogni anno dal 30 agosto all’8 settembre, culminando nella festa della Natività di Maria. Questo evento attira ancora oggi fedeli e pellegrini, perpetuando una devozione che ha attraversato più di 340 anni di storia e confermando il ruolo della chiesa come custode della memoria storica e religiosa del territorio.
Tutti i diritti sono riservati ©OrthobenEssere
