PARCO LETTERARIO
IL PINO DI GRAZIA DELEDDA
ORTHOBENESSERE
“E l’anima nostra rassomigliava al pino, altissimo e amico del cielo, delle nuvole, degli uccelli, dei colori orientali dell’orizzonte: il pino che sovrastava ogni cosa intorno, e pareva più alto dei monti lontani, e viveva per conto suo, senza badare ai cavoli e ai fiori; solo e potente con le sue calme, i suoi mormorii, le sue rabbie oceaniche quando lottava contro i venti e ne vinceva il rumore.”
– GRAZIA DELEDDA
Grazia Deledda (Nuoro, 28 settembre 1871 – Roma, 15 agosto 1936), è stata una scrittrice sarda vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura 1926. Celebre per il suo stile narrativo che ritrae la vita nella sua isola natale con profondità e realismo, è ricordata come la prima e unica donna in Italia a ricevere il premio Nobel in questa disciplina.
Su Pinu
IL PINO DI GRAZIA DELEDDA
Il Pino di Grazia Deledda, comunemente conosciuto come “Su Pinu”, era un imponente pino domestico (Pinus pinea) situato a Nuoro, ai margini di viale Murichessa. Le stime gli attribuivano oltre due secoli di vita, un’altezza di circa 25 metri e un tronco che si divideva in due grandi ramificazioni, una delle quali fu colpita da un fulmine e successivamente rimossa.
La sua imponenza era ulteriormente valorizzata dalla posizione: sorgeva al centro di un antico rialto circolare in pietra, una sorta di basamento che ne definiva lo spazio e ne sottolineava il ruolo nel paesaggio locale. L’albero, era un vero e proprio punto di riferimento visivo e affettivo per la comunità nuorese.
Il valore storico e culturale del pino è indissolubilmente legato alla figura di Grazia Deledda. L’albero si trovava infatti all’interno dei possedimenti di proprietà della famiglia della scrittrice che divenne per lei un rifugio, un luogo di contemplazione e di creazione letteraria. Grazia Deledda, ha raccontato della località in numerose lettere ed opere, dedicandogli perfino una novella, intitolata: “Sotto il Pino”.
La Località
Il valore inestimabile di questo luogo risiede nella sua connessione biografica con Grazia Deledda. La famiglia della scrittrice era proprietaria dei terreni situati nella località denominata appunto “Su Pinu”.
Sia nella novella “Sotto il pino” sia nel romanzo autobiografico “Cosima”, la scrittrice descrive l’ambiente con grande precisione, restituendone con cura l’aspetto e l’atmosfera. Il pino sorgeva su un rialto circolare in pietra e, oltre al maestoso albero, la zona ospitava alcune piante di fico, una vasca d’acqua, una vigna, un piccolo orto e una casetta in pietra.
La località fu frequentata non solo dalla futura premio Nobel, ma anche da importanti figure della cultura nuorese, come Sebastiano Satta e Antonio Ballero, che contribuirono a rendere Nuoro l’Atene Sarda del primo Novecento.
Esiste ancora?
La storia recente della località è segnata da una fase di degrado e abbandono che ha portato al deperimento degli elementi descritti nelle opere deleddiane e alla fine del ciclo vitale dell’albero stesso.
Nel 2014, analisi condotte dall’Università di Sassari decretarono la morte biologica della pianta. Nonostante la diagnosi infausta, il legame affettivo della comunità con l’albero ritardò le operazioni di rimozione. Si procedette inizialmente per gradi: furono rimosse le fronde dei rami più alti per alleggerire la struttura e prevenire crolli accidentali dovuti alla destabilizzazione del legno morto. Infine, il 5 febbraio 2019, il pino fu definitivamente abbattuto.
Oggi è possibile visitare un “monumento naturale” realizzato grazie al lavoro dei volontari che hanno conservato e trattato il tronco abbattuto nel 2019. L’opera si trova accanto all’antico rialto, adagiato su un letto di ghiaia e delimitato da pali in castagno.
DALL'ABBANDONO ALLA RINASCITA
Il Parco Letterario
Un luogo tanto suggestivo non poteva essere dimenticato dalla comunità. Per questo ci siamo impegnati a restituirgli valore, dando avvio a un nuovo progetto: “Il Pino di Grazia Deledda”, un parco realizzato da volontari.
Il 1° giugno 2021, dopo due anni di ricerche documentali, sopralluoghi e progettazione, l’associazione OrthobenEssere Onlus ha presentato il progetto del parco letterario dalla valenza tematica-museale. Si tratta di un’iniziativa, col patrocinio del Comune di Nuoro, che prevede la completa riqualificazione degli spazi descritti dalla scrittrice nuorese e premio Nobel Grazia Deledda.
Il nuovo parco sarà aperto a tutti e potrà entrare stabilmente a far parte degli itinerari deleddiani.
Cosa prevede il progetto
L’obiettivo è la riqualifica completa della località, ripristinare tutti gli elementi esistenti, ricostruire quelli che sono stati perduti e aggiungere nuove attrattive. Il parco avrà anche il compito di attrarre un bacino d’utenza esterno alla città barbaricina, che speriamo si estenda al di là dei confini dell’Isola.
NELLO SPECIFICO:
• Estirpazione della vegetazione infestante
• Ripristino della vasca, dei muretti a secco e restauro del cancello originale.
• Trattamento conservativo del tronco originario e piantumazione nuovo pino.
• Delimitazione con pali di legno e corda dell’area attorno al tronco del pino.
• Ricostruzione della casetta in pietra, che diventerà polo museale storico e interattivo del parco.
• Realizzazione del parcheggio a servizio del parco.
• Realizzazione dei sentieri del parco, con annessa staccionata e piantumazione.
• Realizzazione di una vigna didattica.
• Realizzazione di orti didattici.
• Realizzazione di una piazza circolare.
• Disposizione degli elementi di segnalazione e degli elementi narranti. Questi guideranno il visitatore nel suo percorso all’interno del parco.
La Vigna di Grazia Deledda
"E nella stagione l'uva, quasi tutta da vino, quel vino leggero ma saporoso che aveva aiutato Cosima a comprar francobolli e spedir manoscritti..."
Aggiornamento sui lavori
Una time-line sempre aggiornata per raccontare a tutti la storia di un bellissimo progetto.
Tutte le tappe: dalla morte del Pino, fino alle ultime attività svolte dai volontari per la realizzazione del parco.
"Su Pinu" e i personaggi dell'Atene Sarda
Storie, dipinti, lettere e racconti intorno ai personaggi dell'Atene Sarda... e non solo
Un monumento naturale
Dal tronco del famoso pino, ormai morto, nasce un'opera dedicata alla scrittrice
A che punto sono i lavori?
Stanno partecipando:
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Contribuisci anche tu alla realizzazione del parco: iscriviti tra i volontari oppure aiutaci con una piccola donazione, GRAZIE!
Il Pino di Grazia Deledda
"Su Pinu", la località che ha dato ispirazione ad una delle più grandi scrittrici al mondo.
Solo la vigna rallegrava coi suoi quadrati verdi e gialli, con qualche filare di grandi fichi bassi, la dolce triste solitudine del luogo: i monti lontani innalzavano una muraglia azzurra intorno all’orizzonte. Un colono del Continente coltivava, fin dal tempo in cui era vivo il padre di Cosima, la vigna da lui piantata, e un grande orto che godeva di un rivolo d’acqua raccolto in una vasca ampia come un laghetto, circondata di giunchi, canne e salici selvaggi. Il luogo era bello: una specie di oasi nella desolazione della pianura incolta e pietrosa, saettata, nell’estate, da un sole implacabile. Ed ecco, adesso, la casetta di pietra lo rendeva più pittoresco ed ospitale: erano appena due stanze, addossate, che fino a quel tempo era stata l’abitazione del solitario colono, il quale non si moveva mai dal posto, rifornito ogni tanto di pane e altri viveri da Andrea, che di ritorno portava a casa i prodotti dell’orto. Erano per lo più patate, legumi, verze, zucche e insalate, e qualche volta anche poponi e cocomeri. E nella stagione l’uva, quasi tutta da vino, quel vino leggero ma saporoso che aveva aiutato Cosima a comprar francobolli e spedir manoscritti.
Il tramonto arrossava la vigna, la vasca e i salici scintillavano; le distese della pianura avevano la calma e melanconica poesia della steppa, come Cosima l’aveva intraveduta in qualche racconto russo: ma il punto centrale del paesaggio, il più bello, era il pino solitario entro il quale vibravano le fiamme del sole che pareva vi si annidasse come un grande uccello di porpora.
E l’anima nostra rassomigliava al pino, altissimo e amico del cielo, delle nuvole, degli uccelli, dei colori orientali dell’orizzonte: il pino che sovrastava ogni cosa intorno, e pareva più alto dei monti lontani, e viveva per conto suo, sopra la piccola eppure grande fatica dell’uomo esiliato, senza badare ai cavoli e ai fiori; solo e potente con le sue calme, i suoi mormorii, le sue rabbie oceaniche quando lottava contro i venti e ne vinceva il rumore.
ARTICOLI E NOTIZIE
Prima e Dopo i lavori di pulizia svolti dai volontari




Grazie a tutti i volontari, alle aziende, agli enti, alla Fondazione di Sardegna, ai donatori e a tutti coloro che stanno partecipando e dando una mano. GRAZIE!




































































