sa conca bentosa

Monte Ortobene – Beni Rustici

Contesto storico

Il Monte Ortobene è stato un centro di insediamento umano continuo a partire dalla seconda metà del IV millennio a.C. Le prove archeologiche confermano una frequentazione stabile durante il Neolitico recente, l’Eneolitico e la prima Età del Bronzo.

Le testimonianze più note di questa presenza sono le tombe ipogeiche scavate nel granito, conosciute come Domus de Janas (o localmente come Sas Birghines). Questi complessi funerari, distribuiti prevalentemente sui versanti occidentali e, in misura minore, orientali del monte, attestano l’esistenza di comunità strutturate con complesse credenze spirituali. Tuttavia, non rappresentano l’unica forma di interazione tra l’uomo e il territorio.

Accanto alle strutture funerarie, il paesaggio del Monte Ortobene è caratterizzato dalle “Concas”, anfratti naturali generati dall’erosione selettiva delle rocce granitiche nel corso di milioni di anni. Questi ripari sotto roccia, veri e propri esempi di architettura naturale, hanno offerto un rifugio immediato e sicuro alle popolazioni locali.

I ritrovamenti di vasellame e utensili primitivi all’interno di queste cavità confermano la loro funzione abitativa o di servizio già in epoca preistorica. Nel corso dei secoli, la loro funzione si è adattata alle esigenze delle comunità, diventando un elemento cardine del mondo agropastorale per il ricovero del bestiame o come riparo temporaneo per i pastori, con un utilizzo documentato fino agli anni ’50 del Novecento.

Sa Conca Bentosa

Sa Conca Bentosa è uno degli esempi di riparo sotto roccia del Monte Ortobene. È situata sul versante Sud-Ovest, in una posizione strategica tra le località di “Sa Perca” e “Sos Eliches Artos”.

Il sito è dominato da un’imponente formazione granitica modellata dagli agenti atmosferici. L’intervento umano ha adattato e suddiviso lo spazio naturale in due ambienti distinti:

  • Stanza Principale: Accessibile tramite un semplice ingresso, costituisce il nucleo del riparo.
  • Stanza Secondaria: Un vano più nascosto, il cui collegamento originale con la stanza principale è stato deliberatamente murato. Per accedervi oggi è necessario aggirare la roccia. La muratura di questa seconda stanza è realizzata con pietre di dimensioni maggiori, un dettaglio tecnico che potrebbe suggerire una fase costruttiva differente, forse più antica.
L’analisi strutturale e i reperti suggeriscono una multifunzionalità del sito. In epoca preistorica, ha probabilmente svolto una funzione abitativa o stagionale. Successivamente, la sua conformazione lo ha reso ideale per le pratiche pastorali, permettendo di separare gli animali o di creare un’area riservata al pastore. La chiusura del passaggio tra le due stanze potrebbe rispondere a precise esigenze funzionali emerse nel corso del suo lungo utilizzo.
 
Il sito non è solo di interesse storico, ma anche paesaggistico. Prestando la dovuta attenzione, è possibile salire sulla sommità di una delle rocce che compongono la struttura. Da questo punto di osservazione si apre un panorama suggestivo che spazia sulla sottostante città di Nuoro, offrendo una visione d’insieme del rapporto tra l’antico insediamento montano e il moderno sviluppo urbano.

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Tutti i diritti sono riservati  ©OrthobenEssere

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