villaggio di seuna

Monte Ortobene – Beni Rustici

Il villaggio scomparso di Seuna

L’origine del centro abitato risalirebbe al periodo della dominazione romana, la quale sarebbe in realtà la motivazione originaria della dislocazione delle abitazioni nelle parti più interne della zona, nei pressi delle pendici del Monte Ortobene.

Seuna, rione storico di Nuoro, secondo la tradizione locale, ebbe origine dalla discesa a valle degli abitanti dell’antica Seuna situata appunto nel Monte Ortobene.

Durante l’epoca medioevale, le popolazioni del centro Sardegna erano divise in piccolissimi centri abitati, molto frazionati tra loro, costituiti per lo più da piccole e rudi abitazioni di pietra e fango. Per diversi motivi storici, la maggior parte di questi piccoli agglomerati, sono stati abbandonati e sono per lo più scomparsi.

Dal dizionario storiografico Angius Casalis del 1800, si evince che attorno a Nùgor si contavano: Lollove (ancora frazione), Noddule/Loddune (Nothule), Nurdole (o Nuroloe), Occana, Gorthovene, Gurtei, Toddotana, Pranu ‘e bidda, Saderi/Sadiri, Ivana, Muruapertu, Bidda ‘e Macras, la zona di Seuna-Sedda Orthai.

Per quanto concerne il Monte Ortobene e il borgo di Seuna, sempre all’interno del Casalis vi è scritto:

Vedonsi vestigie nel luogo detto Sedda Ortai, e paiono essere d’un’antica fortezza. Alcuni pastori scavando nelle vicinanze, scoprirono alcuni cannoni di piombo, che furono per acquidotto, e varie altre anticaglie. In Sadìri, in Ivana, in Muruapertu, furono trovate fondamenta e medaglie romane. Più chiare sono siffatte orme alla falda dell’Ortovene, incontro al paese, nel luogo detto Sèuna. È antica tradizione che ivi esistesse una popolazione, e si riferisce al tempo della regina Leonora (Eleonora d’Arborea), al giudizio della quale i vicini Seunesi e di Nuoro sottomisero i loro rispettivi diritti sul ghiandifero di Ortovene. Si sa che la parrocchia di Seuna era dedicata a san Gemiliano. […] e potrebbesi da questo inferire, che i seunesi e nuoresi erano due frazioni d’un sol popolo, e i primi si confondessero poi coi secondi.”

A riprova di questa testimonianza vi sono diversi elementi da considerare. Primo fra tutti la località situata nei pressi di Sa ‘e sos Frores, ossia dove vi è la Fonte Milianu (o Emilianu). Il toponimo ci indica infatti con chiarezza un legame con Gemiliano che, come scritto dal Casalis, è stata la prima parrocchia della Seuna di Nùgor. Inoltre, il rivo che passa e sgorga dalla fonte Emilianu, e che poi prosegue fino a Caparedda, è denominato Ribu (o Riu) ‘e Seuna. Nei pressi di questa località furono trovati diversi basamenti, resti di abitazioni e tubi in piombo.  Vi è poi infine la località soprastante la fonte, denominata “Seuneddu”.

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